Aprile 11, 2014
The River #prato #igersprato #hometown #tuscanygram #tuscany

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Aprile 9, 2014
I tetti di Firenze: piazza dei Ciompi. #florence #tuscany #tuscanygram

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Aprile 1, 2014
Verso la svolta autoritaria?

Parlare di professoroni o presunti tali, soloni, anime belle e via dicendo può essere una caduta di stile, ma sono molti – nell’appello di Libertà e Giustizia contro le riforme istituzionali – gli aspetti che mi lasciano perplesso. Con tutto il rispetto per lucidi intellettuali come Rodotà, Zagrebelsky, Barbara Spinelli e Paul Ginsborg, persone con cui in passato ho condiviso idealmente infiniti pensieri e riflessioni.

L’appello dicevo. Mi fa dubitare il suo carattere preventivo e sommario, l’esposizione breve e superficiale – una cosa che da certi nomi pretenderei, proprio per quel rispetto e stima a cui accennavo, sarebbe un’analisi colta e profonda – la millenaristica ineluttabilità del (presunto) disastro, le associazioni logiche e un sentimento pervadente di infallibilità.

L’appello è superficiale: che il Parlamento sia esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha affossato il porcellum è un falso ideologico. Come del resto si legge in modo chiaro nelle motivazioni della sentenza espresse dalla Corte stessa.

Che sia in corso il tentativo di creare un “sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali” è un’affermazione preventiva ed esagerata. Preventiva: perché del disegno di legge (non un decreto legge, un ddl che dovrà essere approvato dalle Camere in doppia lettura con maggioranza assoluta e che – se non qualificata – dovrà essere sottoposto a referendum popolare) si conosceva soltanto un punto cardine, l’abolizione del Senato come camera elettiva in sostituzione di una generica camera delle autonomie. Se questa modifica, anche combinata con una legge elettorale di indirizzo maggioritario (come sarebbe l’Italicum) configura un “sistema autoritario” e “poteri padronali” allora dovremmo rivedere molti giudizi sullo stato della democrazia in Europa (in Inghilterra, Francia e paesi nordici, ad esempio).

La sensazione è che i firmatari siano dei difensori, legittimamente, della democrazia parlamentare come descritta in Costituzione. Il tentativo in corso punta da un lato a semplificare il processo legislativo, abolendo una delle due Camere (quello che i firmatari non dicono è che l’altra Camera continuerà a esistere, perfettamente legittimata e con pieni poteri), dall’altro lato ad aumentare la stabilità del governo, non tanto agendo sulla Costituzione, ma attraverso l’approvazione di una nuova legge elettorale. Sarebbe stato opportuno riflettere su questi temi, piuttosto che soffermarsi su “l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi”.

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Quello che non mi va giù dell’appello è che tra le mille critiche si sarebbero potute fare, si ricaschi nell’agitazione del feticcio Berlusconi, come un pupazzo tribale da sventolare per fare paura all’elettorato di centro-sinistra. Del resto, quale sia la concezione del PD per i firmatari emerge fin troppo chiaramente dalla frase: “il fatto che non sia Berlusconi ma il leader del Pd a prendere in mano il testimone della svolta autoritaria è ancora più grave perché neutralizza l’opinione di opposizione.

Il che ridurrebbe il PD alla versione 2.0 del PCI, ovvero un partito che agisce strutturalmente in opposizione al sistema di governo. Questo concetto – la vocazione minoritaria della sinistra italiana – è quello che by the way più di ogni altro ha permesso l’ascesa e il consolidamento del potere di Berlusconi negli anni.

Infine la presunzione di infallibilità: se Renzi è arrogante, e spesso lo è, non vedo umiltà in una frase come “Una democrazia plebiscitaria non è scritta nella nostra Costituzione e non è cosa che nessun cittadino che ha rispetto per la sua libertà politica e civile può desiderare”. Una frase che non spiega in che senso il disegno di legge porti ad una democrazia plebiscitaria e che si prende il diritto retorico di decidere per i cittadini.

In pratica, chiunque sia a favore di un rafforzamento del ruolo del governo e della stabilità degli stessi esecutivi viene bollato come antidemocratico, plebiscitario, autoritario, padronale… e buona notte ai suonatori (come nota di colore è interessante notare che i maggiori critici “da sinistra” delle grandi inteste sono quelli che si oppongono strenuamente alla modifica di una Costituzione che le grandi intese le ha scritte nella propria anima).

Dato che il pessimo Andrea Scanzi ha avuto la brillante idea di agitare un altro feticcio, ovvero Calamandrei (altro nome buono, insieme a Pertini, per tutte le stagioni; e per me che li adoro – Pertini e Calamandrei – questa strumentalizzazione fa ancora più male) è interessante leggere quello che Calamandrei affermava, in Assemblea Costituente, su questi temi:

“la democrazia, per funzionare, deve avere un Governo stabile: questo è il problema fondamentale della democrazia. Se un regime democratico non riesce a darsi un governo che governi, esso è condannato. A chi dice che la repubblica presidenziale presenta il pericolo delle dittature, ricordo che in Italia si è veduta sorgere una dittatura non da un regime a tipo presidenziale, ma da un regime a tipo parlamentare, anzi, parlamentaristico, in cui si era verificato proprio il fenomeno della pluralità dei partiti e della impossibilità di avere un governo appoggiato ad una maggioranza solida che gli permettesse di governare. […] Le dittature sorgono non dai governi che governano e che durano, ma dalla impossibilità di governare dei governi democratici.”

E ancora:

“Non è tanto una questione di nomi: repubblica presidenziale o parlamentare. Ammesso pure che anche il repubblica parlamentare il Presidente, cioè il Capo dello Stato, debba essere al di sopra dei partiti […], l’essenziale è che non il Capo dello Stato, ma il Capo del Governo abbia la sicurezza di poter governare.”

Che anche Calamandrei fosse antidemocratico, plebiscitario, autoritario, padronale? Avremmo parlato dell’Italia di Silvio Berlusconi e Piero Calamandrei?

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Marzo 29, 2014
Guelfi e ghibellini #prato #igersprato #tuscany #tuscanygram #hometown

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Marzo 24, 2014
Last dolomitigram… Back home! #dolomiti #dolomites

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Marzo 23, 2014
Dolomitigram part 6 let the sun shine in #dolomiti #dolomites

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Marzo 23, 2014
Dolomitigram part 7 #dolomiti #dolomites #dolomiten

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Marzo 22, 2014
Il sublime. Dolomitigram n°5 #dolomites #dolomiti

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Marzo 22, 2014
Dolomitigram part 4 #dolomiti #dolomiten

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Marzo 22, 2014
Dolomitigram part 3 #dolomiti #dolomites

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10:22am
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